L’educazione sentimentale 1.0

trieste in su

Due delusioni in 24 ore mi mancavano, due colpi di pistola dritti al cuore sparati da due persone importanti per me, una tanto, l’Amore, quello storico, l’altra.. quello che poteva diventarlo. La mia vita sentimentale ha del tragicomico, quando lo racconto  alle mie amiche per esempio, loro ridono come matte, non riescono a star serie, sono dispiaciute per me, ma sono cose talmente surreali che non si può non mettersi a ridere. Io rido e piango contemporaneamente, incredula e ferita..e mi chiedo che genere di disturbo devo avere per scegliermi certi personaggi che pensavo esistessero solo in certi romanzi (o film dell’orrore, per i tratti psicopatici, sindrome bipolare e simili..).

Ecco. Andiamo con ordine, quell’ordine che sembra non esserci mai nella mia vita incasinata. Sembrava che avessi trovato una persona che me lo portasse un po’ di ordine, io che faccio e disfo, che sono confusionaria nelle emozioni, nei modi, nella mia inquietudine..mi sapeva prendere, mi sapeva fermare e far ragionare. Era freddino, e diciamo che a proposito di quella che io definisco “educazione sentimentale livello base” doveva prendere tutte le lezioni per i modi che aveva di relazionarsi con le donne (o comunque, con me). Diceva di volere una relazione matura. Peccato che la sua maturità sentimentale equivalga più o meno a quella di un tredicenne, senza offesa per i tredicenni ovviamente… Diceva di volere un amore fatto di scambio, di crescita continua, di confronto. Peccato che al primo vero scontro-confronto abbia tagliato la corda dicendo che non può stare con una persona che ha “quelle reazioni” (quelle reazioni sono manifestare apertamente le mie emozioni, anche di rabbia, di disaccordo, di voler capire e voler discutere del problema per vedere se si può arrivare ad un punto di incontro..). Ah, e che sono troppo profonda. Non ci parliamo da due settimane, ci rivediamo, e siccome tu per due ore parli del tuo lavoro, di tv, e non ricordo di che altre banalità, e io ad una certo punto, vedendoti e sentendoti distante anni luce da me, ti chiedo “ma tu come stai? Parliamo un po’ di noi?”…è essere “troppo profondi”?? Ma di cosa stiamo parlando? Stare con una persona è sentirla, è chiedere come sta, è raccontarsi, e se le cose non vanno bene, dovremmo pur parlarne o facciamo come niente fosse come fossimo due conoscenti? E poi mi ha pure rimproverata perché gli ho fatto perdere ben due ore a parlare di queste “cose profonde”..chissà che mal di testa gli sarà venuto ad affrontare un discorso diverso dalle cazzate che abitano la sua esistenza. Beh, scusami se ci tengo a capire dove vogliamo andare dopo quello che è successo, se voglio capire se ne vale la pena investire il mio tempo e soprattutto il mio cuore per una persona che mi sembra non ci tenga allo stesso modo (“beh, non possiamo comunque fare le cose insieme senza stare insieme? Io con te ci sto bene perché ci dovrei rinunciare?” “Eh certo, bell’egoista di merda!” Ma che cosa dici? Ma se tieni ad una persona, non ti basta averlo come amico, e se a te basta per me significa chiaramente che non provi quello che dici di provare. Non è interpretare, è dire ciò che è. Le parole hanno un valore, un peso, e se mi dici che con me non stai più bene, per me significa esattamente quello, altrimenti spiegamelo cos’altro può significare.

“ti prego, non mi parlare così, non offendere la mia intelligenza..” chiedo io dopo l’ennesimo discorso senza senso (ci vuole una certa predisposizione anche nel fare discorsi senza senso secondo me..) – Risposta “sto cercando di essere il più educato possibile” ……………………. e …………………… educato???? Ma cosa dici???

“beh ma se io ti chiedessi tempo tu ovviamente non me lo daresti” ….” ma che ne sai, se me lo chiedi potrei anche decidere che siccome ci tengo, ti do del tempo se ne hai bisogno”…. “beh ma tanto a cosa servirebbe?” …………………ma che cazzo ne so a cosa ti serve, me l’hai chiesto tu, lo so io???? A quel punto non so se ridere, se piangere, abbasso il finestrino e mi guardo in giro cercando le telecamere nascoste perché di certo è uno scherzo..non può essere vero. Niente, nessuna telecamera, tutto terribilmente vero. E non posso far altro che guardare in faccia la realtà, e il coglione che ho li davanti che la rappresenta. Perdo ogni speranza, raccolgo la dignità che mi è rimasta, e scendo dalla macchina. Incredula. Non so se di lui o se di me, che l’ho pure ascoltato e provato a capire, ma brancolare nel buio e nel vuoto cosmico di certe persone, fa smarrire anche te.

Una delusione alla volta, mi ha stremato persino scriverne. La seconda è stata forse ancora più forte, perché arrivata dalla persona che dal mio cuore non è mai uscita, che mi ha sempre dichiarato amore, ma che non ne conosce il significato, e oggi l’ho capito più che mai.

 

Occorre sbarazzarsi del cattivo gusto di voler andare d’accordo con tutti. Le cose grandi ai grandi, gli abissi ai profondi, le finezze ai sottili e le rarità ai rari.

Nietzsche…quanta verità…

Stare, andare, riprovarci, ancora…

A volte credo che questa vita non finirà mai di mettermi alla prova, di darmi tregua, che evidentemente non sto imparando le lezioni, o che forse ho molte lezioni da imparare…

Dopo tanto buio, nel momento in cui sembra delinearsi una via, un sentiero di luce, ecco che accade qualcosa che mi ostacola quella via, o che si apre all’improvviso un’altra via…e io, non so cosa fare. Mi chiedo “ma perché?” , non possono le cose filare un po’ lisce? Poi penso e ci ripenso, e mi chiedo se non sono io che mi creo da sola gli ostacoli, perché non sono convinta della strada che ho preso, perché mi guardo ancora indietro dubbiosa, e non avanti fiduciosa. 

Perché non mi lascio scorrere come un fiume, vada come vada, ma voglio capire. Capire sempre capire. Qual è la cosa giusta, qual è la cosa che fa bene a me, qual è la cosa che non fa male agli altri. Ah quanta testa ci metto dove non dovrei! E la cosa peggiore è che poi lo realizzo, ma non riesco a cambiare prospettiva! Me lo dico, mi faccio la ramanzina, convinta ripeto a voce alta che devo vivere, fluire, sentire.. per poi ritornare nella mente. Che mente. Non ce la posso fare. 

Forse devo davvero stare da sola, non sono fatta per le relazioni amorose stabili, ma manco per quelle instabili…forse basto a me stessa e mi sono talmente abituata a questo che non so, se davvero ne valga la pena…

Ho sempre sostenuto che non siamo fatti per stare da soli, e lo penso tuttora. Ma stare insieme, riprovarci con cuore mente anima, nell’età della maturità, delle relazioni vissute e andate male, dell’equilibrio, seppur precario, ormai raggiunto tra lavoro casa figli attività tempo per te (poco, sempre troppo poco)…e incastrarci una persona, investirci tanta energia, esporre il cuore al pericolo nuovamente, andare oltre la paura e le ferite..non è facile. 

E alla prima difficoltà voler mollare tutto, perché non hai più voglia né forza di recuperarti nuovamente se le cose vanno male, di cadere e rialzarti, perché sai quanto sia difficile ritrovare l’equilibrio poi. E davvero ti viene da lasciar perdere, anche se ci tieni. Ma forse tieni più al tuo equilibrio psico emotivo, forse il cuore, che per me è sempre stato mia guida, mio faro, mio punto centrale per ogni decisione importante, si vuole preservare dalla sofferenza, anche se solo annusata a distanza.

Lo so, ci si deve buttare, senza metterci troppo la mente che è sempre li a puntare il dito su tutto quello che non va, e guardare ciò che va, e ascoltarsi. Ma se dentro di me qualcosa continua a non tornarmi, a darmi inquietudine e non tranquillità? Mi dico che devo darmi, e dare, un po’ di tempo, una possibilità, fiducia, e seguire ciò che arriva senza aspettative… ci provo, anche se a volte penso che le cose dovrebbero riuscire facili se la persona è la “tua persona” , forse è questo quello che non mi torna, il sentirmi stridere dentro da queste sensazioni, da ciò che mi arriva o non mi arriva da lui. Ed eccomi qua, ancora piena di dubbi e domande, con l’anima che non trova pace, mai.  

“Possano le tue scelte riflettere le tue speranze, non le tue paure” N. Mandela

Per una ragione, per una stagione…

Scusa. Mi dispiace. Hai ragione. Su tutto. Grazie.

Scusami, per quello che ti ho detto, e ancora di più, per averti ferito. Non te lo meritavi, non te lo meriti. Scusami per quella brutta parte di me che è uscita con te, che quasi non riconosco, sembro altro da me stessa, eppure…eppure se esce c’è. E se c’è devo fare un passo indietro e guardare meglio perché c’è, da dove arriva.

Hai ragione, su tutte le cose che hai detto su di me. Ti sto facendo pagare quello che non spetta a te, e ti assicuro, lo sto facendo pagare anche a me. La rabbia, la paura, il “non essere abbastanza” escono di continuo, basta un’attenzione mancata, una battuta, o anche qualcosa che per te è totalmente irrilevante, che mi si risveglia quella paura che è li sotto pelle, e che scatena reazioni eccessive, lo so, mi sono vista, e ti assicuro, non piaccio nemmeno a me, figuriamoci alla persona che dovrebbe stare con me. Scapperei pure io da me stessa in quei momenti. Ti capisco. Ti capisco se dici che sono inaffidabile, pazza, volubile, che cambio idea su cose importanti da un minuto all’altro. E che non si può essere così quando si parla di sentimenti, che ti ferisco. Ma sappi che in quel momento ferisco anche me, ergo il muro di Berlino per proteggermi, per non soffrire ancora, ma sbaglio, e mi faccio ancora più male, e lo faccio a te, e questo… mi fa doppiamente male. E che per te, lineare, pragmatico, logico, se io ti dico per la terza volta che è finita, ora è finita per te. Hai ragione. E hai la grande capacità di farmi ragionare, di farmi vedere le cose, la vita da un altro punto di vista, più semplice, meno bacato, meno melodrammatico, meno complicato. Io sono brava a complicare tutto, a incasinarmi, a fare e disfare. Ma tu mi metti in ordine. Tu, l’altro da me, col tuo modo diverso da me, a volte ammetto, difficile da conciliare, da mediare…per una come me, sentimentale, tutta cuore, che a volte scava come una ruspa nei meandri dell’anima, perché laggiù c’è la nostra essenza, ciò che realmente siamo, perché là in fondo, nell’oceano, ci sono i veri tesori. Perché è quella la parte di noi che ci fa riconoscere. Non mi interessa un “contenitore”, quel che mostri è importante, ed è vero, a volte mi stride dentro, lo sai, forse perché qualcosa ho visto dentro di te, come tutti hai il tuo lato luce e il tuo lato ombra…ma se devo amare qualcuno, per un mese, un anno, o per tutto il tempo che mi è concesso dalla vita farlo, amo tutto, amo il ciò che è, anche ciò che non mi piace di lui. E a me,  interessa la tua interezza.

Grazie. Per avermi fatto da specchio 10x , ho visto con l’ingranditore ciò che dovevo vedere, a spese nostre purtroppo, ma se non fosse stato così forte, forse non l’avrei visto, non avrei realizzato cos’era che comunque di fondo disturbava il mio vivere questo rapporto. Mi sembra sia stato Coelho a dire che si incontrano le persone “per una ragione, per una stagione o per tutta la vita”, che ogni persona importante che entra nella nostra vita ha un senso, se lo cogliamo, se ci diamo l’opportunità di vederlo.  Hai portato tanto in poco tempo nella mia vita, hai alleggerito il mio zaino con l’ironia, con i tuoi sorrisi, mi hai ricordato cosa significa stare bene con qualcuno, quanto la “normalità” e la condivisione della quotidianità della vita, possa dare serenità e gioia.

Sono comunque serena, sono comunque grata, anche se il nostro cammino insieme si interrompe qui, mi dispiace, tanto…ma sento di aver fatto ciò che sentivo, di aver comunque vissuto questo tempo, di aver sbagliato, e di essermene resa conto, e di far tesoro di questo, di essermi scusata e di averti ringraziato, per riconciliarmi con me stessa e con quella parte di te che si è sentita ferita, di avere dato ciò che potevo dare, di aver sempre espresso ciò che pensavo e che sentivo, nel bene e nel male, di aver cercato di vivere ogni momento insieme, ed è stato un bel tempo, il tempo con te. Non rinnego niente, cado, mi sbuccio le ginocchia ancora una volta, ma mi rialzo, cresco e vado avanti. Grata alla vita, che mi ha fatto capire che un cuore ferito può battere ancora.

..Quando meno te l’aspetti…

E’ proprio vero..aspetti per anni che succeda quel qualcosa che ti cambi la vita, che ti dia la felicità tanto desiderata, e poi quando non ne puoi più, quando ogni lacrima è uscita, quando sei consumata, stremata dall’attesa, quando ogni speranza ha lasciato il posto alla rassegnazione, quando la rabbia sovrasta sul sentimento più bello…molli, lasci andare, getti la spugna…e d’improvviso, come una magia, come uno scherzo del destino, arriva qualcos’altro…e poi nello stesso istante, arriva anche il “vecchio” agognato desiderio incompiuto. E che fare quindi? La mente va in tilt, il cuore non capisce più niente, è svuotato da tanta sofferenza ma pieno di sentimento represso. Mi lancio verso un nuovo che mi fa bene, che mi dà vita, leggerezza, spinta, o mi volto verso il vecchio che conosco bene, che amo, ma che tanto mi ha deluso?

Le ferite sono ancora aperte, la rabbia è ancora in superficie, l’amarezza ancora in bocca, la delusione si affaccia per ogni parola detta, o non detta. La fiducia è sfiduciata.

Perché tutto insieme? Perché non poteva arrivare prima qualcuno a salvarmi? Perché ci si salva da soli, ho capito. Dovevo arrivare a stremarmi, a calpestarmi da sola, per capire che non stavo vivendo, che mi ero spenta, che non mi volevo bene, accettando per così tanto tempo di non essere amata come ci si merita di essere amati, nella verità. E quando l’ho capito, quando ho scelto ME una volta per tutte, quando ogni giustificazione che davo la davo a me stessa, quando ho visto finalmente senza gli occhiali rosa che ho affidato la mia felicità ad un’altra persona fuori di me, è successo. E’ successo che l’Universo all’improvviso è sembrato ricordarsi di me, e ha iniziato a mandarmi uno in fila all’altro dei segnali inequivocabili, una pioggia di abbondanza laddove da anni c’era il deserto dato dall’assenza.

La lezione, che in teoria sapevo, che ho sempre propinato agli altri (tutti bravi con la vita degli altri…) era per me: lascia andare e sia ciò che deve essere, molla la presa e le cose giuste arriveranno..

Ma poi ti chiedi “ma adesso che è finalmente arrivato ciò che aspettavo e sognavo da tanto tempo, io gli volto le spalle? Che sto facendo? Era ciò che volevo!” . Forse era ciò che volevo, ma non lo è più, nel frattempo sono talmente cambiata, cresciuta, ho imparato a fare senza, che davvero so stare senza. Mi basto da sola, ho trovato il mio equilibrio e la mia centratura dentro di me, e ho imparato a ricavarmi i miei spazi di felicità, tra me e me o con le persone che amo.

Anche il fiore più forte se non innaffiato prima o poi appassisce.

L’ho detto tante volte, ho chiesto tante volte un punto di incontro per non perderci, perché non fosse davvero troppo tardi. Forse doveva andare così, di sicuro un senso c’è, lo capirò quando smetterò di chiedermelo.

La vita è perfetta così com’è, se fluiamo con essa invece che ostinarci contro gli eventi o le cose che non succedono, può dare tanto.

“La vita è dolce, se glielo concedi” , come diceva il vecchio Bukosky…

Sbaglia ancora, sbaglia meglio..

 

Dicono che le cose belle richiedono tempo…poi dicono che se non si apre non è la tua porta..insomma dicono tutto e il contrario di tutto..qual è la verità? Ognuno ha la sua, vede la sua, sente la sua, sempre…

E io dico che tu non sei pronto, non sei pronto all’amore, quello in cui ti doni, senza paure, e quello in cui ricevi il cuore dell’altro.. mi fa arrabbiare così tanto questa tua non volontà di vivere l’amore, sai cos’è, lo hai sentito e lo senti, ma sembra tu non lo voglia, come se una vita senza, tutte le tue scelte senza di esso, senza lasciarti andare, mantenendo il controllo, maledetto controllo, ti avesse privato della sofferenza, dell’inaspettato…si amor mio, sarà stato così, ma di quanto altro ti sei privato? Della Gioia, della condivisione, di guardare la vita stessa con occhi diversi, della tenerezza, della dolcezza, del sentire l’altro e di sentirti amore con l’altro.

Ma sei stato felice? Ti ha reso felice questo controllo, questo vivere con distacco, senza passione? Puoi aver sublimato, nei tuoi libri, e lo puoi fare ancora, ma la vita vissuta è altra cosa. Ci vuole coraggio sì, e forse tu non ne hai, mi rendo conto di questo, dai ascolto più alle tue paure, ai tuoi mille dubbi, a quello che ti racconti, piuttosto che al tuo cuore, al chiudere gli occhi e buttarti una benedetta volta, per poi magari invece scoprire quanto quel volo ti mancasse per sentirti libero, per sentirti finalmente te stesso, intero. Sii te stesso, intero, quante volte te l’ho detto… ama, apri il cuore, osa! Che vuoi che succeda?

Ma questa è la tua vita, e continuo a dirtelo, e continuo a dirmelo… ma che ci sto a fare io qui, in questo inverno senza fine? (cit) che ci sto a fare?

La cosa che più mi confonde è che quello che percepisco, è che nemmeno tu sai davvero cosa vuoi, e nemmeno tu sai se davvero uscirai da questa melma…che tira giù anche me. Ma è amore questo? Cosa sono io per lui? Lui dice “Amore”..ma io davvero mi chiedo se tu sappia il significato di questa parola..che tanto ti spaventa, ti fa avvicinare per poi scappare, ancora e ancora. Ti fa vedere cosa sei, come sei, attraverso di me, attraverso le mie parole, i miei occhi… e a fatica ci credi, quasi non ti riconoscessi, e lo dici, “non sono così io”, e invece sì, ti sei costruito un’immagine che adesso stai scoprendo fasulla, che tu sei altro, nel bene e nel male. Quell’immagine che non sei tu, e io da sempre vedo quanto la tua anima sia altro. Ma tu lo stai forse scoprendo adesso, dopo tutti questi anni “attraverso”. Adesso inizi. Mi chiedo cosa abbia fatto in tutto questo tempo..e soprattutto mi chiedo io, cosa ho fatto in tutto questo tempo.. come ho fatto a credere alle sue parole visionarie su un futuro insieme, mentre non faceva un passo per realizzarlo.

Ho il cuore a brandelli, l’anima in rivolta, il corpo che ne manifesta il malessere, la mente che non mi dà tregua, che mi confonde, che mi dice basta, vattene, scappa! Ma poi resto, lì, col cuore pieno di amore, nonostante tutto. Lo so che lo amerò sempre, anche se non saremo, anche se magari il destino mi metterà una persona che finalmente ci sia, e mi ami, e io possa amare liberamente.

Mi chiedo quando troverò pace, quando l’Universo vorrà aiutarmi in tutto questo. So che devo fare io, che dipende da me, ma se è vero che i segni ti arrivano per capire dove andare, o dove non andare, o io non li vedo, o si sono dimenticati di mandarmeli..mi chiedo davvero se dipenda solo da me, se finché non me lo tolgo dalla testa non arriverà null’altro, o se è destino arriverà comunque qualcuno, qualcosa, che mi farà chiudere del tutto. O se è lui che devo aspettare, e che la mia prova è la pazienza, e il sapere che significa soffrire perché non puoi vivere l’amore..non so, una specie di karma che grava sulla mia anima inquieta da sempre..non capisco più..e quando non si capisce, quando non si sa che fare, dicono che non bisogna fare nulla. Ma arrendersi. Mollare. E lasciarsi trascinare come un sasso nella corrente, come una foglia nel vento. E vedere dove ti porta. Lasciar fare…e visto che a modo mio non ne esco, magari “a modo loro” la direzione giusta arriverà..magari.

love…ne sono sempre più convinta..ci vuole più coraggio a vivere col Cuore..come diceva Jim Morrison “noi gente pazza, che viviamo con il cuore”.

Il maestro è in noi

Ho smesso di parlare, ho smesso di scrivere…

“..Saw the world turning in my sheets
And once again, I cannot sleep
Walk out the door and up the street
Look at the stars
Look at the stars fall down
And wonder where
Did I go wrong?”

(J.Blunt)

Ho vissuto, sto vivendo tutto dentro al mio Oceano, a tratti in piena tempesta, senza nessuna luce, nessun faro che illumini il navigare, a tratti, brevi tratti, di quiete..quella quiete che mi fa bene, che mi fa alzare il viso verso il sole e abbracciare la vastità di quanto Siamo.

“Spesso c’è molta più luce in un’acuta, reale sofferenza che in un forzoso atteggiamento di felicità”, dice bene Andrea Panatta, nel suo non facile ma illuminante “Istruzioni per maghi erranti 2.0.”

Sono d’accordo, e ne riscontro la verità, nonostante il mio lungo momento di difficoltà (finirà mai, mi chiedo?) sentire le persone che non sapendo nulla, stranamente vedono luce in me o mi dicono“ti vedo bene sai?” …mi fa pensare che sia così, che una persona la luce ce l’ha dentro, anche quando le sembra tutto buio, tutto lontano, sfocato, sottosopra…e un po’ di fiducia riaffiora, e mi dico che nonostante tutto, sono fortunata, che la vita mi ha dato tanto, e ho tante cose davvero di cui essere grata, e non è retorica..è presenza, è consapevolezza di ciò che si è..è guardare le cose belle, che se ci pensiamo, sono davvero tante. Anche quelle brutte non scherzano, siamo circondati, purtroppo..ma dipende da noi, da quello che vogliamo guardare, dagli occhiali che vogliamo indossare ogni benedetta mattina che ci viene data, dipende da noi, vivere il dono della Vita, o sopravvivere ad essa.

E credo che non serva nessun guru o “motivatore” o “coach” come si fanno chiamare questi maestri di vita che spesso non fanno che ripetere concetti detti da altri. Ma chi può fare da maestro a chi? Chi, se non io, può sapere cosa è meglio per me? Chi può insegnare a chiunque come vivere? E’ un cammino interiore, personale, di anima, di karma, di consapevolezza, e di scelte.

Il maestro è dentro di noi, lo è sempre stato, se ci connettiamo a noi stessi e al divino che è in noi… L’altro, è il nostro maestro, le relazioni ci insegnano a guardare dentro di noi, l’amico, l’amore..niente come l’Amore ti smuove dentro, ti fa vedere la luce e l’ombra che sono irrimediabilmente e in egual misura dentro di te…o le parole di un prete, e i versi di una poesia, la musica che ti risuona fin dentro le vene, gli occhi pieni di speranza dei miei figli o quelli erranti di mio nonno che, imprigionato in un corpo che non lo sostiene più, chiede solo di andarsene, e io mi chiedo se avrà vissuto la sua vita, se avrà rimorsi o rimpianti…e mi viene da piangere, e mi viene da vivere.

Chiudo con uno dei miei preferiti..

“E nel bel mezzo dell’inverno, ho infine imparato, che vi è in me un’invincibile estate”.       A.Camus

domore

..e se non va bene non è la fine…

“You don’t know what is like..to love somebody..the way I love you…” Bee Gees

ray lamontagne e damien rice_to love somebody live

E dopo la rabbia, dopo l’immensa tristezza, il vuoto lasciato da un amore ancora forte ma che non è mai stato davvero vissuto…se si accettano e si resta dentro a queste emozioni, a questo dolore, e si vive fino in fondo, ci si lascia attraversare da quel senso di impotenza e si pensa che tutto ha un senso, e che alla fine anche tutta la sofferenza che ti attanaglia il cuore e ti morde lo stomaco finirà e se ne troverà il senso..poi il senso arriva.

Quando ti senti dire che “solo con te ho trovato il vero me stesso, mi sono sentito intero e vivo come mai in tutta la mia vita…” questo riempie il cuore, ti fa dire che ne è valsa la pena, essere stata questo per una persona, averla fatta avvicinare a sé stessa e ritrovare la sua anima, nonostante tutto, è immensa gratitudine all’Amore e all’universo tutto.

E aver capito che se lui ha trovato se stesso, io ho trovato me stessa, che tutto questo percorso fatto era per riportarmi a Me, per vedere l’amore che sono, e per provare il vero Amore, quello che dà, comunque, e nonostante non avrai il tuo lieto fine. E arrivare a provarlo è una tale gioia, una tale pienezza, che non esistono parole che possano descriverlo. E davvero credo che per arrivare a questo non si possa evitare di attraversare il buio, di guardare dentro tutta la tua ombra, di andare oltre la mente che mente, di aprire il cuore spogliandolo da tutte le paure, di cadere, e cadere di nuovo, per poi riprovarci, ancora una volta, con fiducia che un giorno, tutto avrà un senso.

E quando il senso lo trovi, finalmente, ti sembra scontato, ti vien da dire che è sempre stato lì fin dall’inizio, come hai fatto a non capirlo prima? E poi no, non si può entrare in relazione con una persona non libera, libera da se stessa e dalle sue paure, dai suoi schemi, dai sensi di colpa…e non libera perché impegnata in un’altra relazione, che, seppur finita da tempo, esiste. E che non sarò certo io a rompere. Ma questa è un’altra storia, e non è la mia. No, “…mi scosto un passo, sono altro, sono altrove “.

ti meriti