..Quando meno te l’aspetti…

E’ proprio vero..aspetti per anni che succeda quel qualcosa che ti cambi la vita, che ti dia la felicità tanto desiderata, e poi quando non ne puoi più, quando ogni lacrima è uscita, quando sei consumata, stremata dall’attesa, quando ogni speranza ha lasciato il posto alla rassegnazione, quando la rabbia sovrasta sul sentimento più bello…molli, lasci andare, getti la spugna…e d’improvviso, come una magia, come uno scherzo del destino, arriva qualcos’altro…e poi nello stesso istante, arriva anche il “vecchio” agognato desiderio incompiuto. E che fare quindi? La mente va in tilt, il cuore non capisce più niente, è svuotato da tanta sofferenza ma pieno di sentimento represso. Mi lancio verso un nuovo che mi fa bene, che mi dà vita, leggerezza, spinta, o mi volto verso il vecchio che conosco bene, che amo, ma che tanto mi ha deluso?

Le ferite sono ancora aperte, la rabbia è ancora in superficie, l’amarezza ancora in bocca, la delusione si affaccia per ogni parola detta, o non detta. La fiducia è sfiduciata.

Perché tutto insieme? Perché non poteva arrivare prima qualcuno a salvarmi? Perché ci si salva da soli, ho capito. Dovevo arrivare a stremarmi, a calpestarmi da sola, per capire che non stavo vivendo, che mi ero spenta, che non mi volevo bene, accettando per così tanto tempo di non essere amata come ci si merita di essere amati, nella verità. E quando l’ho capito, quando ho scelto ME una volta per tutte, quando ogni giustificazione che davo la davo a me stessa, quando ho visto finalmente senza gli occhiali rosa che ho affidato la mia felicità ad un’altra persona fuori di me, è successo. E’ successo che l’Universo all’improvviso è sembrato ricordarsi di me, e ha iniziato a mandarmi uno in fila all’altro dei segnali inequivocabili, una pioggia di abbondanza laddove da anni c’era il deserto dato dall’assenza.

La lezione, che in teoria sapevo, che ho sempre propinato agli altri (tutti bravi con la vita degli altri…) era per me: lascia andare e sia ciò che deve essere, molla la presa e le cose giuste arriveranno..

Ma poi ti chiedi “ma adesso che è finalmente arrivato ciò che aspettavo e sognavo da tanto tempo, io gli volto le spalle? Che sto facendo? Era ciò che volevo!” . Forse era ciò che volevo, ma non lo è più, nel frattempo sono talmente cambiata, cresciuta, ho imparato a fare senza, che davvero so stare senza. Mi basto da sola, ho trovato il mio equilibrio e la mia centratura dentro di me, e ho imparato a ricavarmi i miei spazi di felicità, tra me e me o con le persone che amo.

Anche il fiore più forte se non innaffiato prima o poi appassisce.

L’ho detto tante volte, ho chiesto tante volte un punto di incontro per non perderci, perché non fosse davvero troppo tardi. Forse doveva andare così, di sicuro un senso c’è, lo capirò quando smetterò di chiedermelo.

La vita è perfetta così com’è, se fluiamo con essa invece che ostinarci contro gli eventi o le cose che non succedono, può dare tanto.

“La vita è dolce, se glielo concedi” , come diceva il vecchio Bukosky…

Sbaglia ancora, sbaglia meglio..

 

Dicono che le cose belle richiedono tempo…poi dicono che se non si apre non è la tua porta..insomma dicono tutto e il contrario di tutto..qual è la verità? Ognuno ha la sua, vede la sua, sente la sua, sempre…

E io dico che tu non sei pronto, non sei pronto all’amore, quello in cui ti doni, senza paure, e quello in cui ricevi il cuore dell’altro.. mi fa arrabbiare così tanto questa tua non volontà di vivere l’amore, sai cos’è, lo hai sentito e lo senti, ma sembra tu non lo voglia, come se una vita senza, tutte le tue scelte senza di esso, senza lasciarti andare, mantenendo il controllo, maledetto controllo, ti avesse privato della sofferenza, dell’inaspettato…si amor mio, sarà stato così, ma di quanto altro ti sei privato? Della Gioia, della condivisione, di guardare la vita stessa con occhi diversi, della tenerezza, della dolcezza, del sentire l’altro e di sentirti amore con l’altro.

Ma sei stato felice? Ti ha reso felice questo controllo, questo vivere con distacco, senza passione? Puoi aver sublimato, nei tuoi libri, e lo puoi fare ancora, ma la vita vissuta è altra cosa. Ci vuole coraggio sì, e forse tu non ne hai, mi rendo conto di questo, dai ascolto più alle tue paure, ai tuoi mille dubbi, a quello che ti racconti, piuttosto che al tuo cuore, al chiudere gli occhi e buttarti una benedetta volta, per poi magari invece scoprire quanto quel volo ti mancasse per sentirti libero, per sentirti finalmente te stesso, intero. Sii te stesso, intero, quante volte te l’ho detto… ama, apri il cuore, osa! Che vuoi che succeda?

Ma questa è la tua vita, e continuo a dirtelo, e continuo a dirmelo… ma che ci sto a fare io qui, in questo inverno senza fine? (cit) che ci sto a fare?

La cosa che più mi confonde è che quello che percepisco, è che nemmeno tu sai davvero cosa vuoi, e nemmeno tu sai se davvero uscirai da questa melma…che tira giù anche me. Ma è amore questo? Cosa sono io per lui? Lui dice “Amore”..ma io davvero mi chiedo se tu sappia il significato di questa parola..che tanto ti spaventa, ti fa avvicinare per poi scappare, ancora e ancora. Ti fa vedere cosa sei, come sei, attraverso di me, attraverso le mie parole, i miei occhi… e a fatica ci credi, quasi non ti riconoscessi, e lo dici, “non sono così io”, e invece sì, ti sei costruito un’immagine che adesso stai scoprendo fasulla, che tu sei altro, nel bene e nel male. Quell’immagine che non sei tu, e io da sempre vedo quanto la tua anima sia altro. Ma tu lo stai forse scoprendo adesso, dopo tutti questi anni “attraverso”. Adesso inizi. Mi chiedo cosa abbia fatto in tutto questo tempo..e soprattutto mi chiedo io, cosa ho fatto in tutto questo tempo.. come ho fatto a credere alle sue parole visionarie su un futuro insieme, mentre non faceva un passo per realizzarlo.

Ho il cuore a brandelli, l’anima in rivolta, il corpo che ne manifesta il malessere, la mente che non mi dà tregua, che mi confonde, che mi dice basta, vattene, scappa! Ma poi resto, lì, col cuore pieno di amore, nonostante tutto. Lo so che lo amerò sempre, anche se non saremo, anche se magari il destino mi metterà una persona che finalmente ci sia, e mi ami, e io possa amare liberamente.

Mi chiedo quando troverò pace, quando l’Universo vorrà aiutarmi in tutto questo. So che devo fare io, che dipende da me, ma se è vero che i segni ti arrivano per capire dove andare, o dove non andare, o io non li vedo, o si sono dimenticati di mandarmeli..mi chiedo davvero se dipenda solo da me, se finché non me lo tolgo dalla testa non arriverà null’altro, o se è destino arriverà comunque qualcuno, qualcosa, che mi farà chiudere del tutto. O se è lui che devo aspettare, e che la mia prova è la pazienza, e il sapere che significa soffrire perché non puoi vivere l’amore..non so, una specie di karma che grava sulla mia anima inquieta da sempre..non capisco più..e quando non si capisce, quando non si sa che fare, dicono che non bisogna fare nulla. Ma arrendersi. Mollare. E lasciarsi trascinare come un sasso nella corrente, come una foglia nel vento. E vedere dove ti porta. Lasciar fare…e visto che a modo mio non ne esco, magari “a modo loro” la direzione giusta arriverà..magari.

love…ne sono sempre più convinta..ci vuole più coraggio a vivere col Cuore..come diceva Jim Morrison “noi gente pazza, che viviamo con il cuore”.

Il maestro è in noi

Ho smesso di parlare, ho smesso di scrivere…

“..Saw the world turning in my sheets
And once again, I cannot sleep
Walk out the door and up the street
Look at the stars
Look at the stars fall down
And wonder where
Did I go wrong?”

(J.Blunt)

Ho vissuto, sto vivendo tutto dentro al mio Oceano, a tratti in piena tempesta, senza nessuna luce, nessun faro che illumini il navigare, a tratti, brevi tratti, di quiete..quella quiete che mi fa bene, che mi fa alzare il viso verso il sole e abbracciare la vastità di quanto Siamo.

“Spesso c’è molta più luce in un’acuta, reale sofferenza che in un forzoso atteggiamento di felicità”, dice bene Andrea Panatta, nel suo non facile ma illuminante “Istruzioni per maghi erranti 2.0.”

Sono d’accordo, e ne riscontro la verità, nonostante il mio lungo momento di difficoltà (finirà mai, mi chiedo?) sentire le persone che non sapendo nulla, stranamente vedono luce in me o mi dicono“ti vedo bene sai?” …mi fa pensare che sia così, che una persona la luce ce l’ha dentro, anche quando le sembra tutto buio, tutto lontano, sfocato, sottosopra…e un po’ di fiducia riaffiora, e mi dico che nonostante tutto, sono fortunata, che la vita mi ha dato tanto, e ho tante cose davvero di cui essere grata, e non è retorica..è presenza, è consapevolezza di ciò che si è..è guardare le cose belle, che se ci pensiamo, sono davvero tante. Anche quelle brutte non scherzano, siamo circondati, purtroppo..ma dipende da noi, da quello che vogliamo guardare, dagli occhiali che vogliamo indossare ogni benedetta mattina che ci viene data, dipende da noi, vivere il dono della Vita, o sopravvivere ad essa.

E credo che non serva nessun guru o “motivatore” o “coach” come si fanno chiamare questi maestri di vita che spesso non fanno che ripetere concetti detti da altri. Ma chi può fare da maestro a chi? Chi, se non io, può sapere cosa è meglio per me? Chi può insegnare a chiunque come vivere? E’ un cammino interiore, personale, di anima, di karma, di consapevolezza, e di scelte.

Il maestro è dentro di noi, lo è sempre stato, se ci connettiamo a noi stessi e al divino che è in noi… L’altro, è il nostro maestro, le relazioni ci insegnano a guardare dentro di noi, l’amico, l’amore..niente come l’Amore ti smuove dentro, ti fa vedere la luce e l’ombra che sono irrimediabilmente e in egual misura dentro di te…o le parole di un prete, e i versi di una poesia, la musica che ti risuona fin dentro le vene, gli occhi pieni di speranza dei miei figli o quelli erranti di mio nonno che, imprigionato in un corpo che non lo sostiene più, chiede solo di andarsene, e io mi chiedo se avrà vissuto la sua vita, se avrà rimorsi o rimpianti…e mi viene da piangere, e mi viene da vivere.

Chiudo con uno dei miei preferiti..

“E nel bel mezzo dell’inverno, ho infine imparato, che vi è in me un’invincibile estate”.       A.Camus

domore

..e se non va bene non è la fine…

“You don’t know what is like..to love somebody..the way I love you…” Bee Gees

ray lamontagne e damien rice_to love somebody live

E dopo la rabbia, dopo l’immensa tristezza, il vuoto lasciato da un amore ancora forte ma che non è mai stato davvero vissuto…se si accettano e si resta dentro a queste emozioni, a questo dolore, e si vive fino in fondo, ci si lascia attraversare da quel senso di impotenza e si pensa che tutto ha un senso, e che alla fine anche tutta la sofferenza che ti attanaglia il cuore e ti morde lo stomaco finirà e se ne troverà il senso..poi il senso arriva.

Quando ti senti dire che “solo con te ho trovato il vero me stesso, mi sono sentito intero e vivo come mai in tutta la mia vita…” questo riempie il cuore, ti fa dire che ne è valsa la pena, essere stata questo per una persona, averla fatta avvicinare a sé stessa e ritrovare la sua anima, nonostante tutto, è immensa gratitudine all’Amore e all’universo tutto.

E aver capito che se lui ha trovato se stesso, io ho trovato me stessa, che tutto questo percorso fatto era per riportarmi a Me, per vedere l’amore che sono, e per provare il vero Amore, quello che dà, comunque, e nonostante non avrai il tuo lieto fine. E arrivare a provarlo è una tale gioia, una tale pienezza, che non esistono parole che possano descriverlo. E davvero credo che per arrivare a questo non si possa evitare di attraversare il buio, di guardare dentro tutta la tua ombra, di andare oltre la mente che mente, di aprire il cuore spogliandolo da tutte le paure, di cadere, e cadere di nuovo, per poi riprovarci, ancora una volta, con fiducia che un giorno, tutto avrà un senso.

E quando il senso lo trovi, finalmente, ti sembra scontato, ti vien da dire che è sempre stato lì fin dall’inizio, come hai fatto a non capirlo prima? E poi no, non si può entrare in relazione con una persona non libera, libera da se stessa e dalle sue paure, dai suoi schemi, dai sensi di colpa…e non libera perché impegnata in un’altra relazione, che, seppur finita da tempo, esiste. E che non sarò certo io a rompere. Ma questa è un’altra storia, e non è la mia. No, “…mi scosto un passo, sono altro, sono altrove “.

ti meriti

Donne, dududu…

donna-energia-mondo

Cadiamo, ci sbucciamo le ginocchia, e ci rialziamo.. piangiamo, ma poi ci asciughiamo le lacrime , e sorridiamo a chi non vogliamo mostrare la nostra sofferenza, il nostro dolore….Abbiamo cicatrici che sanguinano nel cuore, e nonostante tutto continuiamo a donarlo, a donarci, continuiamo ad amare…

Sempre a testa alta, nonostante la stanchezza, le notti insonni e i giorni che “non si staccano dalle pareti”, nonostante le sconfitte della vita, nonostante tutto…

Sempre forti, libere, selvagge nell’anima, ma dedite all’Amore.

Potenti e tenere come solo noi Donne sappiamo essere. Madri, sorelle, compagne, amiche, amanti…Terra, Cielo, sole e pioggia, e di nuovo arcobaleno da portare nella vita di chi amiamo e di chi incontra il nostro sguardo, i nostri occhi che emanano la luce che portiamo dentro, e le rughe di chi ha combattuto con le proprie ombre..la forza è Donna. La forza della dolcezza, dell’accoglienza, della pazienza, della perseveranza, della sensibilità, dell’amore. Questa è la forza del femminile, accogliere e guidare senza mettersi in competizione con l’uomo, non è una lotta a chi primeggia, a chi arriva prima, la vera sfida è arrivare insieme, ed essere il puntino Yin nel tuo Yang, e tu lo Yang nel mio Yin.

Di recente ho letto un articolo sul potere del femminile, ecco il link:

https://camminanelsole.com/perche-le-donne-stanno-insieme-sviluppano-un-potere-enorme/

Autunno

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L’autunno è miglioramento eterno. È maturazione ed è colore, è la stagione della maturità, ma è anche larghezza, profondità, distanza”. (Hal Borland)

E’arrivato l’autunno. Finalmente. Lo so, so di essere una delle poche persone al mondo (ma spero non l’unica..) che ama questa stagione. Autunno di natura che si colora, autunno di casa, libri, coperte e tisane..svegliarsi che è ancora buio e gustarsi il caffè con l’alba accoccolata in una vestaglia morbida e avvolgente, addormentarsi con le coperte fin sopra ai capelli e starsene li sotto col rumore della pioggia battente, là fuori…

Vento che spazza via foglie e pensieri, vento che mi spettina i capelli e mi pettina l’anima, libera e selvaggia, sempre in movimento, vola, senza direzione e senza paura, perché quella è la sua natura… “non puoi fermare il vento, gli faresti solo perdere tempo” (F. De Andrè).

Alberi che cambiano il loro manto, lasciano cadere ciò che ormai ha finito il suo ciclo, per riposare e lasciare posto al nuovo, e si preparano lentamente a una nuova fioritura, a nuove foglie, a nuova vita. Perchè non impariamo dagli alberi? Perchè per noi è così difficile lasciare andare ciò che è naturale si allontani da noi, per preparare lo spazio per quello che di nuovo l’Universo ha da offrirci?

Dovremmo osservare di più la natura, ed imparare dalla sua saggezza. La natura insegna ad aspettare. Ogni stagione ha il suo significato, ogni cosa a suo tempo. Invece noi vogliamo tutto, e possibilmente subito. Anzi, anche prima. Sennò ci sentiamo frustrati. E poi, quando l’abbiamo ottenuto, scopriamo di sentirci frustrati ugualmente. Non ne usciamo. Non ne vogliamo uscire, in realtà, non vogliamo vedere, non vogliamo sentire…

La natura insegna il tempo del riposo. Invece noi facciamo di tutto per riempire tutti i nostri tempi, tutti i nostri spazi, non ci prendiamo il tempo per il vuoto, per stare con noi stessi, per ascoltarci…sempre a fare qualcosa, e se si ha un momento libero, lo si riempie subito collegandosi ai social (sia mai che ci perdiamo la notiziona che la tale amica – amica..? sta disperatamente pensando a cosa preparare per cena – e ovviamente tutti già sanno cosa ha preparato ieri sera e la sera prima, perché rende sempre partecipi del prima, durante, dopo e dopo ancora – Facebook ha creato dei mostri, oppure rende i disagi manifesti..)

La natura rispetta, ma noi non la rispettiamo, nè tantomeno ci rispettiamo tra noi…

La natura ci regala magia, come la vita, se solo la sappiamo vedere.

C’è magia tutto intorno, se solo apriamo gli occhi alla bellezza, se apriamo il cuore alla tenerezza e la mente alla saggezza.

E’…non è…

bukosky

“A volte Quanto basta? È la domanda giusta”… canta Niccolò Fabi in una sua canzone…

Quanto tempo si può aspettare in un limbo in cui assapori angoli di paradiso ma che ti fa vivere nell’abisso dell’incertezza, e che alla fine ti lascia sempre il cuore sospeso tra gioia e desolazione?

Un passo avanti con fiducia, due passi indietro di rassegnazione, in un valzer ormai stanco dalla musica che si ripete sempre uguale.

Perchè non lasci perdere? E’ la domanda che qualsiasi persona di media saggezza mi farebbe, che le persone che mi amano, mi fanno. Che io, mi faccio.

Ci ho provato, eccome, e mi pareva pure di esserci riuscita, mi sentivo forte, fuori dal Noi..eppure. C’è un legame che va oltre, e questo è difficile da spiegare e anche da comprendere, e credo che non si spezzerà mai, anche se non ci vediamo, se non ci sentiamo, se non ci viviamo. Ognuno avrà la sua vita, ha la sua vita, ma la connessione non si stacca, c’è campo anche a centinaia di chilometri di distanza.

Ho giorni in cui ci credo, che mi dico che un amore così deve essere vissuto, che quando hai la fortuna di incontrare un’anima che ti corrisponde, che riconosci e che ti riconosce, che ti ha fatto scoprire cosa sia davvero il significato della parola Amore..beh, non si può che stare insieme, che vivere questa meraviglia.

E giorni no.

Giorni di lucidità mentale, mente ingannatoria e malefica a volte, che mi dice di guardare l’evidenza dei fatti, di dove sono io e di dove è lui, di cosa stia davvero facendo per concretizzare questo Amore. E di quanto ancora sia disposta ad aspettare qualcuno che, forse, non arriverà.

E i giorni passano. I mesi passano. Gli anni, passano…

Come macigni. Non riesco a vivere giorni di leggerezza, di vera gioia, perché c’è sempre quella tristezza di fondo, quel peso sul cuore che non mi permette di vivere bene. Io che la amo così tanto questa vita, che sono piena di gratitudine per tutto quello che ho, che ho il cuore pregno d’amore, soffro perché non posso donare questo amore, è soffocato. Cuore, corpo, baci, abbracci, parole, sorrisi, emozioni, sentimento..tutto dentro, represso ed inespresso, che ribolle come la lava di un vulcano attivo.

La saggezza del mio cuore mi farà vedere ciò che è giusto fare, quello di cui sono convinta è che quando ami vinci sempre, anche quando perdi. Puoi perdere la persona, ma l’amore resta. Comunque. Non va perduto, si rigenera, sempre, e torna a bussare al tuo cuore. Troverà altre vie, altri volti, altri mezzi.

Bukowski direbbe ” Basta crederci”.  Sta a te sapere come interpretare la frase…