Il maestro è in noi

Ho smesso di parlare, ho smesso di scrivere…

“..Saw the world turning in my sheets
And once again, I cannot sleep
Walk out the door and up the street
Look at the stars
Look at the stars fall down
And wonder where
Did I go wrong?”

(J.Blunt)

Ho vissuto, sto vivendo tutto dentro al mio Oceano, a tratti in piena tempesta, senza nessuna luce, nessun faro che illumini il navigare, a tratti, brevi tratti, di quiete..quella quiete che mi fa bene, che mi fa alzare il viso verso il sole e abbracciare la vastità di quanto Siamo.

“Spesso c’è molta più luce in un’acuta, reale sofferenza che in un forzoso atteggiamento di felicità”, dice bene Andrea Panatta, nel suo non facile ma illuminante “Istruzioni per maghi erranti 2.0.”

Sono d’accordo, e ne riscontro la verità, nonostante il mio lungo momento di difficoltà (finirà mai, mi chiedo?) sentire le persone che non sapendo nulla, stranamente vedono luce in me o mi dicono“ti vedo bene sai?” …mi fa pensare che sia così, che una persona la luce ce l’ha dentro, anche quando le sembra tutto buio, tutto lontano, sfocato, sottosopra…e un po’ di fiducia riaffiora, e mi dico che nonostante tutto, sono fortunata, che la vita mi ha dato tanto, e ho tante cose davvero di cui essere grata, e non è retorica..è presenza, è consapevolezza di ciò che si è..è guardare le cose belle, che se ci pensiamo, sono davvero tante. Anche quelle brutte non scherzano, siamo circondati, purtroppo..ma dipende da noi, da quello che vogliamo guardare, dagli occhiali che vogliamo indossare ogni benedetta mattina che ci viene data, dipende da noi, vivere il dono della Vita, o sopravvivere ad essa.

E credo che non serva nessun guru o “motivatore” o “coach” come si fanno chiamare questi maestri di vita che spesso non fanno che ripetere concetti detti da altri. Ma chi può fare da maestro a chi? Chi, se non io, può sapere cosa è meglio per me? Chi può insegnare a chiunque come vivere? E’ un cammino interiore, personale, di anima, di karma, di consapevolezza, e di scelte.

Il maestro è dentro di noi, lo è sempre stato, se ci connettiamo a noi stessi e al divino che è in noi… L’altro, è il nostro maestro, le relazioni ci insegnano a guardare dentro di noi, l’amico, l’amore..niente come l’Amore ti smuove dentro, ti fa vedere la luce e l’ombra che sono irrimediabilmente e in egual misura dentro di te…o le parole di un prete, e i versi di una poesia, la musica che ti risuona fin dentro le vene, gli occhi pieni di speranza dei miei figli o quelli erranti di mio nonno che, imprigionato in un corpo che non lo sostiene più, chiede solo di andarsene, e io mi chiedo se avrà vissuto la sua vita, se avrà rimorsi o rimpianti…e mi viene da piangere, e mi viene da vivere.

Chiudo con uno dei miei preferiti..

“E nel bel mezzo dell’inverno, ho infine imparato, che vi è in me un’invincibile estate”.       A.Camus

domore

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