Donne, dududu…

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Cadiamo, ci sbucciamo le ginocchia, e ci rialziamo.. piangiamo, ma poi ci asciughiamo le lacrime , e sorridiamo a chi non vogliamo mostrare la nostra sofferenza, il nostro dolore….Abbiamo cicatrici che sanguinano nel cuore, e nonostante tutto continuiamo a donarlo, a donarci, continuiamo ad amare…

Sempre a testa alta, nonostante la stanchezza, le notti insonni e i giorni che “non si staccano dalle pareti”, nonostante le sconfitte della vita, nonostante tutto…

Sempre forti, libere, selvagge nell’anima, ma dedite all’Amore.

Potenti e tenere come solo noi Donne sappiamo essere. Madri, sorelle, compagne, amiche, amanti…Terra, Cielo, sole e pioggia, e di nuovo arcobaleno da portare nella vita di chi amiamo e di chi incontra il nostro sguardo, i nostri occhi che emanano la luce che portiamo dentro, e le rughe di chi ha combattuto con le proprie ombre..la forza è Donna. La forza della dolcezza, dell’accoglienza, della pazienza, della perseveranza, della sensibilità, dell’amore. Questa è la forza del femminile, accogliere e guidare senza mettersi in competizione con l’uomo, non è una lotta a chi primeggia, a chi arriva prima, la vera sfida è arrivare insieme, ed essere il puntino Yin nel tuo Yang, e tu lo Yang nel mio Yin.

Di recente ho letto un articolo sul potere del femminile, ecco il link:

https://camminanelsole.com/perche-le-donne-stanno-insieme-sviluppano-un-potere-enorme/

Autunno

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L’autunno è miglioramento eterno. È maturazione ed è colore, è la stagione della maturità, ma è anche larghezza, profondità, distanza”. (Hal Borland)

E’arrivato l’autunno. Finalmente. Lo so, so di essere una delle poche persone al mondo (ma spero non l’unica..) che ama questa stagione. Autunno di natura che si colora, autunno di casa, libri, coperte e tisane..svegliarsi che è ancora buio e gustarsi il caffè con l’alba accoccolata in una vestaglia morbida e avvolgente, addormentarsi con le coperte fin sopra ai capelli e starsene li sotto col rumore della pioggia battente, là fuori…

Vento che spazza via foglie e pensieri, vento che mi spettina i capelli e mi pettina l’anima, libera e selvaggia, sempre in movimento, vola, senza direzione e senza paura, perché quella è la sua natura… “non puoi fermare il vento, gli faresti solo perdere tempo” (F. De Andrè).

Alberi che cambiano il loro manto, lasciano cadere ciò che ormai ha finito il suo ciclo, per riposare e lasciare posto al nuovo, e si preparano lentamente a una nuova fioritura, a nuove foglie, a nuova vita. Perchè non impariamo dagli alberi? Perchè per noi è così difficile lasciare andare ciò che è naturale si allontani da noi, per preparare lo spazio per quello che di nuovo l’Universo ha da offrirci?

Dovremmo osservare di più la natura, ed imparare dalla sua saggezza. La natura insegna ad aspettare. Ogni stagione ha il suo significato, ogni cosa a suo tempo. Invece noi vogliamo tutto, e possibilmente subito. Anzi, anche prima. Sennò ci sentiamo frustrati. E poi, quando l’abbiamo ottenuto, scopriamo di sentirci frustrati ugualmente. Non ne usciamo. Non ne vogliamo uscire, in realtà, non vogliamo vedere, non vogliamo sentire…

La natura insegna il tempo del riposo. Invece noi facciamo di tutto per riempire tutti i nostri tempi, tutti i nostri spazi, non ci prendiamo il tempo per il vuoto, per stare con noi stessi, per ascoltarci…sempre a fare qualcosa, e se si ha un momento libero, lo si riempie subito collegandosi ai social (sia mai che ci perdiamo la notiziona che la tale amica – amica..? sta disperatamente pensando a cosa preparare per cena – e ovviamente tutti già sanno cosa ha preparato ieri sera e la sera prima, perché rende sempre partecipi del prima, durante, dopo e dopo ancora – Facebook ha creato dei mostri, oppure rende i disagi manifesti..)

La natura rispetta, ma noi non la rispettiamo, nè tantomeno ci rispettiamo tra noi…

La natura ci regala magia, come la vita, se solo la sappiamo vedere.

C’è magia tutto intorno, se solo apriamo gli occhi alla bellezza, se apriamo il cuore alla tenerezza e la mente alla saggezza.

E’…non è…

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“A volte Quanto basta? È la domanda giusta”… canta Niccolò Fabi in una sua canzone…

Quanto tempo si può aspettare in un limbo in cui assapori angoli di paradiso ma che ti fa vivere nell’abisso dell’incertezza, e che alla fine ti lascia sempre il cuore sospeso tra gioia e desolazione?

Un passo avanti con fiducia, due passi indietro di rassegnazione, in un valzer ormai stanco dalla musica che si ripete sempre uguale.

Perchè non lasci perdere? E’ la domanda che qualsiasi persona di media saggezza mi farebbe, che le persone che mi amano, mi fanno. Che io, mi faccio.

Ci ho provato, eccome, e mi pareva pure di esserci riuscita, mi sentivo forte, fuori dal Noi..eppure. C’è un legame che va oltre, e questo è difficile da spiegare e anche da comprendere, e credo che non si spezzerà mai, anche se non ci vediamo, se non ci sentiamo, se non ci viviamo. Ognuno avrà la sua vita, ha la sua vita, ma la connessione non si stacca, c’è campo anche a centinaia di chilometri di distanza.

Ho giorni in cui ci credo, che mi dico che un amore così deve essere vissuto, che quando hai la fortuna di incontrare un’anima che ti corrisponde, che riconosci e che ti riconosce, che ti ha fatto scoprire cosa sia davvero il significato della parola Amore..beh, non si può che stare insieme, che vivere questa meraviglia.

E giorni no.

Giorni di lucidità mentale, mente ingannatoria e malefica a volte, che mi dice di guardare l’evidenza dei fatti, di dove sono io e di dove è lui, di cosa stia davvero facendo per concretizzare questo Amore. E di quanto ancora sia disposta ad aspettare qualcuno che, forse, non arriverà.

E i giorni passano. I mesi passano. Gli anni, passano…

Come macigni. Non riesco a vivere giorni di leggerezza, di vera gioia, perché c’è sempre quella tristezza di fondo, quel peso sul cuore che non mi permette di vivere bene. Io che la amo così tanto questa vita, che sono piena di gratitudine per tutto quello che ho, che ho il cuore pregno d’amore, soffro perché non posso donare questo amore, è soffocato. Cuore, corpo, baci, abbracci, parole, sorrisi, emozioni, sentimento..tutto dentro, represso ed inespresso, che ribolle come la lava di un vulcano attivo.

La saggezza del mio cuore mi farà vedere ciò che è giusto fare, quello di cui sono convinta è che quando ami vinci sempre, anche quando perdi. Puoi perdere la persona, ma l’amore resta. Comunque. Non va perduto, si rigenera, sempre, e torna a bussare al tuo cuore. Troverà altre vie, altri volti, altri mezzi.

Bukowski direbbe ” Basta crederci”.  Sta a te sapere come interpretare la frase…

 

I luoghi del cuore

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E poi ci sono dei luoghi magici, in cui respiri amore e pace tutto intorno, in cui incontri persone speciali, che ti accolgono chiunque tu sia e qualunque sia il motivo del tuo passaggio lì, con apertura di cuore, e di braccia. E ti rendi conto che di anime in cammino, che ogni tanto si smarriscono, come succede a me, e si chiedono il senso di questo viaggio meraviglioso ma a volte complicato che si chiama Vita, ce ne sono, e allora ti senti meno sola, meno complicata, meno aliena in questo mondo.

“Perchè quando ami vivi, forse bene, forse male, ma vivi” , scrive Alda Merini, poetessa che amo molto, anche lei, così aderente alle emozioni della vita, scrive di pelle, di carne del mondo, di amori e forti passioni, ma anche di tenerezza, molti sono i versi che mi toccano da vicino, che sento dentro.

Nell’irrequietezza che da sempre mi accompagna, perché fa parte della mia anima libera, selvaggia e indomabile, ciò che chiedo è la pace nel cuore, e credo che dopo tante peripezie, sofferenza, attese e aspettative (terribili le aspettative..) , sana solitudine, sbagli, parole, silenzi…in quel luogo per me magico, forse perché era quello il momento, sono riuscita a sentirla. Mi sono sentita vicina a tutta la mia Me, ho sentito una connessione con tutto quello che mi circonda, dalla terra al Cielo, l’amore che ho nel cuore e la gioia che ho di vivere, e ho capito che nessuno può darmi gioia se la gioia non ce l’ho dentro, che si può ricevere amore solo se si apre il cuore e lo si dona per primi, che non si può avere la verità se per primi non siamo sinceri con noi stessi, che per vivere davvero bisogna rischiare, anche di stare male, anche di perdere delle persone lungo la strada, per poi incontrarne altre, più vicine e simili a te, oppure apparentemente sbagliate, ma giuste per quel momento. Perchè è vero che la vita ti mette davanti ciò di cui hai bisogno, anche se quella cosa non la vorresti, se ti fa male, ma è necessaria per la tua evoluzione, per farti capire qualcosa, per farti ritrovare la tua direzione, e più la eviti più ti ritorna, sotto altra forma, sotto altri incontri, dietro altri sintomi.

E termino con lei , Alda:

“Mi piace la gente che sa ascoltare il vento sulla propria pelle, sentire gli odori delle cose, catturarne l’anima. Quelli che hanno la carne a contatto con la carne del mondo. Perché lì c’è verità, lì c’è dolcezza, lì c’è sensibilità, lì c’è ancora amore”.

“Sull’Amore”…riflessioni

“Felice è chi sa amare”, questo è il concetto dell’amore per Hesse, e l’amore maturo è questo, quando ci si slega dal possesso e si ama la persona per ciò che è, e perché quando siamo con lei fa amare anche noi stessi e la vita che siamo.

Riflettendo a voce alta…a volte credo un po’ tutti abbiamo pensato di essere felici in un certo momento perché l’altra persona, la “nostra” persona ci ama e ci riempie il cuore d’amore…ma in realtà non è così, l’altra persona è un tramite per amare noi stessi, ed è amare che in realtà ci riempie il cuore, facendo poi in modo che vi sia uno scambio, una corrispondenza tra dare e ricevere amore…ma se noi non amiamo per primi, non può esserci nessuno scambio e non possiamo nemmeno riceverlo l’amore. Basti pensare a quando qualcuno (dice) di essere innamorato di te, e a te di quello non frega proprio niente, e quello è disposto a portarti la luna e tutte le stelle del firmamento se glielo chiedessi, e tu lo tratti pure male e gli dici che no, non ti piace proprio! E lui ancora li, pronto a donarti tutto il suo cuore (si va beh..chiamiamolo cuore..) e a prostrarsi per te, e diventa pure imbarazzante da gestire tutto sto pathos da innamorato adolescenziale…Beh dicevo. Se appunto un qualcuno-qualunque dice di amarti, ma a te non interessa minimamente, il cuore mica si riempie d’amore, quindi l’idea “se sono amata sono felice” non funziona. Devi amare, per essere felice.

Magari poi sei infelice lo stesso, per altri motivi, perché quell’amore non lo puoi vivere, ma questa è un’altra storia.

La cosa importate è non perdere la fiducia e la voglia di amare, perché senza amore non c’è vita, e mi riferisco alle mille forme dell’Amore, la prima verso sé stessi, questo grande miracolo che siamo e che spesso dimentichiamo, mettendoci sempre dopo qualcosa o qualcuno, verso la Vita e le persone che ci mette accanto, verso l’Altro da noi, il diverso, lo sconosciuto, ma che in fondo, è sempre un po’ di noi.

A volte la si perde la fiducia, e a chi mi dice che non trova nessuno io chiedo se davvero lo vogliano qualcuno da amare…oppure c’è chi ha chiuso il cuore per non soffrire più, ma nemmeno questo porta gioia, un cuore indurito e inasprito non può far uscire amore, e quindi se il canale è chiuso, amore non può nemmeno entrare. E poi c’è la paura, la paura è il drago più difficile da sconfiggere, perché è creata da noi stessi, dalla nostra mente, e solo da noi può essere combattuta e vinta.

Paura di mostrarsi, paura di lasciarsi andare, paura di innamorarsi davvero e poi essere feriti, paura di essere felici! Davvero, a volte si ha persino paura di essere felici perché si è talmente abituati a non esserlo che poi se “succede”, come faccio?? E poi se crolla tutto? Ma insomma! Basta! Buttatevi, apritevi, amate, soffrite, ma VIVETE, VIVIAMO! O almeno proviamoci. Tanto, comunque vada, non ne usciremo vivi! (cit. R. Oppenheimer).

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Da dove comincio?

Inizio da lei, una delle mie preferite, Frida Kahlo, icona di forza, fascino, audacia. Violenta e dolcissima, vissuta nel Messico della Rivoluzione. E’ nota a molti, quindi non mi dilungo sulla sua biografia (anche perchè sarebbe piuttosto lunga e movimentata..).

Dicevo. Mi ha affascinata fin da subito, dal “primo incontro” , in lei trovo molto di me, mi ha fatta sentire meno strana in questo strano mondo a cui a volte mi sembra di non appartenere,  perchè anche lei si sentiva così, era una donna decisamente  fuori dagli schemi e non aveva paura di mostrarsi per quello che era, senza maschera alcuna…e sono queste le persone che nella vita apprezzo maggiormente, chi si sveste dagli abiti imposti e getta quelle maschere che fin da piccoli ci hanno insegnato ad indossare… ma i bambini si sa, si ribellano alle imposizioni, e su questo, oltre che su altro, dovremmo imparare da loro…e poi da grandi le indossiamo, e le cambiamo pure in base al luogo e alle persone che abbiamo di fronte…e solo con il coraggio della consapevolezza ed uscendo dalla paura e dal giudizio possiamo scegliere di svestirci e di rinunciare ad essere ciò che non si è e diventare ciò che si è… e mi viene in mente Machiavelli “tutti vedono ciò che tu pari, pochi vedono ciò che tu sei”. Pochissimi direi. Anche perché la maggior parte e’ talmente incentrata (ma non centrata..) su se stessa che l’interesse a conoscere davvero l’altro non c’è. Ma. La libertà che ne consegue è irrinunciabile, e’ un processo irreversibile, o almeno per me.

Dicevo, di Frida. Lei amava, amava liberamente ed intensamente, tanto soffriva fisicamente quanto amava profondamente. L’amore…mi chiedo se faccia tanto soffrire perché ti si impregna dentro all’anima e ti squarcia il cuore, o se in realtà dovrebbe portare solo gioia. Io ho amato, amo intensamente, ma altrettanto intensamente soffro…purtroppo (per fortuna) non si sceglie di chi innamorarsi, accade, un bel giorno di sole mentre passeggi spensierato, accade, ti piomba addosso come un temporale improvviso, e tu ovviamente hai lasciato a casa l’ombrello … E quella situazione “sbagliata”, la persona “sbagliata” , che mai avresti detto sarebbe successo a te…e perchè invece la persona che tutti,  compresa la tua mente, definiscono sbagliata, tu la senti così giusta?

Eppure. Ci ho provato tante volte, ma non posso negare quello che sento, i pensieri hanno il loro posto ma non possono intralciare o coprire ciò che c’è nel cuore e nell’anima. E non sentire la magia che c’è anche nelle piccole cose del Noi. Sentire il cuore battere, l’anima sorridere, la Vita essere.

Ho iniziato e finisco con Frida, questa bellissima donna baffuta (sempre piaciuta?! Ecco da dove deriva il detto!) e dalle sopracciglia a gabbiano.

“Scegli una persona che ti guardi come se fossi una magia”.

Rauda Jamis, “Frida Kahlo, la donna e l’artista,selvaggia,visionaria e seducente”, TEA

Mostra di Frida al Mudec di Milano, dal 1 febbraio al 3 giugno 2018

http://www.mudec.it/ita/frida/

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Per gli Spettinati dentro e fuori, e non solo…

Questo è l’estratto dell’articolo.

Per chi leggerà questi estratti di vita, di persone, di situazioni tragicomiche, a tratti assurde, complicate, che mi vedranno passare dal serio al faceto, dal riso al pianto, dalla felicità alla tristezza, alle tante riflessioni che ho fatto e che faccio su questo meraviglioso anche se a volte tortuoso Viaggio esistenziale…per condividere pensieri, emozioni, battiti di cuore e anche per riderci un po’ su… per chi un po’ si riconoscerà, e per chi no, ma potrà leggere il diverso da sè, per chi ama intensamente e per chi il cuore non lo riesce proprio ad aprire… gli argomenti sono tanti, non so da dove inizierò..ma come diceva il saggio Lao Tzu “un viaggio di mille miglia inizia sempre dal primo passo”. Grazie.

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